Tutto ciò che nasce e il non ancora nato è promesso ad una forma,
    il significato primordiale nuziale della vita. (Maria Zambrano)

Educare bambine e bambini significa fornire loro la possibilità di comprendere le differenti modalità del sentire la vita, la molteplicità delle culture che compongono il vivere associato delle comunità umane e il rapporto di convivenza di volta in volta stabilito da queste con il mondo animale e vegetale.
‘Sentire’ la vita non può prescindere da come gli altri viventi la sentono e la vivono, come non si può prescindere dall’identità e dalla sessualità, perché queste sono libere espressioni dei viventi, oltre ogni restrizione di tipo specista.
Il primo concetto, infatti, inscritto nel libro bianco per una Carta dei viventi (da un’idea di Anna Pacifico), recita: la vita è uguale per tutti.

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È solo nel vissuto di ognuna/o che trova spazio una creatività da farsi, non cedevole a stereotipi di un pensiero già dato, neutro e improduttivo.

È quanto mai opportuno, nel favorire la pratica di una filosofia per la vita, cogliere il divenire concreto del sentire la vita comunitaria entro la quale ogni essere è corresponsabile e compartecipe del benessere collettivo e dei bioritmi dell’ecosistema vegetale e animale.

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Ai bambini bisogna rivolgere estrema cura, dedicare loro molto tempo per aiutarli a ricercare innanzitutto sempre nuove pratiche creative, libere, originali, capaci di espletare il loro particolare modo di sentire la vita.

È necessario farli riflettere sul tipo di relazione che hanno con i familiari, i coetanei, gli adulti; è importante far emergere le differenze e il rispetto per le divergenze, trasferendo il conflitto sul confronto dei saperi e sottraendolo al rapporto di forza.

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Proposta di legge per le Scuole dell’UE

Gli studenti e le loro famiglie, gli insegnanti italiani e in particolar modo le donne, che sentono come primario il ruolo della Scuola pubblica nella società e nell’educazione dei loro figli, reclamano didattiche più efficaci, supportate da mezzi aggiornati e strutture riammodernate, fornite di laboratori, biblioteche e palestre. Ancora molte bambine e bambini al mondo risentono di vivere in realtà scolastiche al di sotto dei loro livelli di sviluppo potenziale quanto a benessere fisico e psichico, sistemi di valori, rendimento, opportunità di esperienze. La conferma è data dalla drammatica realtà degli abbandoni scolastici, dei maltrattamenti (denunciati e non) e persino di casi di suicidio o di decessi a causa delle strutture fatiscenti.

Tutti i governi, fino ad oggi, in Italia, hanno sempre, chi più chi meno, tolto fondi alla scuola pubblica!
E’ necessario che sia varato un D.L. che vieti, innanzitutto, di sottrarre fondi all’Istruzione pubblica nel nostro paese (in alcuni paesi dell’UE non è consentito per legge apportare tagli all’Istruzione) e che invece preveda per essa un aumento razionale costante di spesa.

Nessun partito e nessun parlamentare italiano ha mai pensato di formulare una tale proposta di legge, atta a porre in condizione di priorità l’istruzione. Eppure, è sufficiente una sola ragione a sostenerla: sappiamo per certo (ne danno conferma le più accreditate indagini sociologiche), che l’alternativa alla scuola è il carcere; statistiche mondiali confermano che ogni forma di devianza cresce in proporzione alla deprivazione culturale.

È indispensabile pertanto, che nell’era della globalizzazione delle culture i governi investano risorse economiche innanzitutto nel ‘terzo settore’ , monitorando anno dopo anno l’adeguatezza dei mezzi educativi, sulla base dei mutamenti dei comportamenti, dei rapporti di relazione e del sistema di valori di giovani donne e uomini, allo scopo di valorizzare le differenti modalità di pensare la vita, ovvero le diverse attitudini creative dei singoli, unica vera ‘risorsa economica’ delle società umane.

Punto importante di una riforma scolastica dovrà essere, infatti, la risoluzione delle asimmetrie e delle diseguaglianze sociali e di genere, con il riconoscimento e la divulgazione di diversi sguardi sul mondo, cosa che molti libri di testo scolastici non contemplano.
Di fatto essi risentono, per molte discipline, di stereotipi sessisti e di partigianerie ideologiche, reali impedimenti per la realizzazione di una vita collettiva autenticamente democratica.

    Fine dell’educazione di una filosofia per la vita è l’esistenza armonica tra i viventi

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